

Storia
Nel 163 a.c. il console Sempronio Gracco assicurò a Roma le
tribù liguri d'oltre Appennino e Cengio seguì la sorte comune.
Durante le invasioni barbariche le nostre zone furono sicuro
rifugio per i profughi della Pianura Padana e anche quando
barbari e saraceni imperversarono nelle valli circostanti,
Cengio, arroccata sui monti, non dovette subire gravi danni.
Nel 999 troviamo nominata Cinglum (Cengio) nel diploma con il
quale l'Imperatore Ottone III ne conferma il possesso alla Chiesa
savonese.
Fece poi parte del Comitato Bredulo, dominio dei Marchesi
Aleramici che costruirono sul pago il castello fortificato, e del
Marchese Bonifacio Del Vasto, alla morte del quale (1142) spettò
in eredità al figlio Ugo e poi al di lui figlio Anselmo di Ceva.
Verso il 1240 la zona di Cengio passò a Corrado Del Carretto,
marchese di Savona, capostipite del ramo dei Del Carretto di
Millesimo.
Nel 1636 Cengio era ancora in possesso dei Del Carretto
(Nicolò, del ramo di Bagnasco).
Fu ulteriormente fortificata e i soldati del Duca Vittorio
Amedeo I riportarono una vittoria a Monbaldone portando il
bottino a Cengio.
Nel 1637 il Duca morì lasciando erede il figlio
minorenne, ma i fratelli del Duca provocarono la guerra civile
appoggiandosi alla Spagna.
Nel 1639 gli spagnoli posero l'assedio al Castello di
Cengio che oppose strenua resistenza. In aiuto del castello
giunsero i francesi ma gli spagnoli riuscirono ad impadronirsi di
tutte le Langhe.
Cengio fu quindi annesso al Ducato spagnolo di Milano:
durante tale dominazione il Castello venne smantellato.
Nel 1659 la Spagna cedette Cengio ai Savoia.
Durante il periodo napoleonico Cengio vide altri scontri: fu
l'armata francese d'Italia che sconfisse ed incalzò gli
austro-piemontesi.
Con la restaurazione, Cengio entrò a far parte della provincia
di Mondovì poi in quella di Genova (1819) ed infine (1927) di
Savona.
Nel 1929 si aggregò al Comune di Cengio la frazione di
Rocchetta.
Nella guerra 1915-1918 Cengio offrì alla patria 40 suoi
figli (anche in Africa e Spagna).
Nella guerra civile del 1945 sette partigiani, catturati,
furono fucilati sulla strada che da Cengio porta a Millesimo.
Torre Saracena (XIII)
Ubicata nella frazione Rocchetta pare costituisse l'ingresso di
un castello del quale ormai non esistono più le tracce, la torre
si erge imperiosa su tutta la valle e pare venisse usata anche
come punto di avvistamento per controllare l'accesso al vasto
territorio sottostante. Antiche
fortificazioni del Castello del Carretto (XII-XIII)

Situate a m. 580 sulle colline di Cengio si trovano
una serie di fortificazioni, ricavate negli anfratti di roccia
con le pareti in muratura disseminate di feritoie. Due muraglioni
merlati perpendicolari alle fortificazioni scendono ancora
oggi,per un tratto, verso il fondovalle.
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