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Genova a.. ab. 678 771, a 19 m - cap 16100 - Sede episcopale, città capoluogo di provincia e della regione Liguria, centro commerciale e industriale e scalo marittimo di primaria importanza. Posta sul fondo del grande arco della costa ligure, la città è circondata da un ampio anfiteatro di colline che ne mitigano il clima.


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La città

Il nucleo iniziale (intorno al colle di Sarzano ove è oggi la chiesa di S. Maria di Castello) si è andato espandendo nei secoli fino a superare i limiti delle valli del Bisagno e del Polcevera, tanto che oggi Genova, incorporati i centri satelliti è divenuta una grande conurbazione che si snoda per 24 km lungo il litorale e si protende alI'interno per circa 15 km
I centri principali che s'incontrano sulla costa sono, partendo da occidente: Voltri, Pr, Pegli, Sestri Ponente, Cornigliano, Sampierdarena; quindi il centro; a oriente: Sturla, Quarto, Quinto, Nervi all'interno, nella valle del Polcevera: Rivarolo, Bolzaneto e Pontedecimo.

I limiti dell'oppidum romano (edificato dopo il 218 a.C.) furono superati nei primi secoli dell'era cristiana allorché‚ presero forma un sobborgo nord-occidentale, presso il mare (ove ebbe poi sede la prima cattedrale, detta dei 12 Apostoli), e un vero e proprio suburbio, nella zona di porta Soprana e San Lorenzo. Le mura che cingevano il nucleo centrale furono abbattute dai Longobardi nel 643, ma le caratteristiche topografiche rimasero le stesse. Altre mura, costruite nella seconda metà del IX sec. compresero al loro interno la civitas romana con il castrum (Sarzano) e molti sobborghi che si erano sviluppati in seguito; fu lasciato fuori il burgus di S. Siro. La struttura della Genova medievale è nota: tipica la tripartizione in castrum (nell'antico oppidum), civitas e burgus. La saldatura dei borghi rimasti fuori dalle mura si ebbe nel 1155 allorché‚ in breve tempo fu costruita una nuova cinta muraria, di cui conosciamo con esattezza l'estensione anche perchè‚ di essa rimangono tre porte: le attuali porte Soprana di S. Andrea dei Vacca e di Piccapietra. Entro il loro perimetro giace la Genova vecchia, caratteristica per lo sviluppo in altezza degli edifici, che ebbe impulso nell'alto Medioevo per l'addensarsi della popolazione presso il porto. Nuovi quartieri comunque si formarono al di fuori della primitiva cerchia. Un notevole impulso allo sviluppo di Genova si ebbe nel '500, quando si aprirono grandi vie (via Nuova ora Garibaldi, via Scurreria) che vennero abbellite da file di grandiosi palazzi.
Anche nel '600 si senti la necessità di dare sfogo alla città compressa entro i limiti perimetrali delle mura. Furono aperte allora la grandiosa via Balbi e la via Giulia (via XX Settembre), il ponte di Carignano e la via Nuovissima (via Cairoli), che costitui il primo attraversamento carreggiabile.

Tuttavia in questi secoli l'abitato non si estendeva di molto fuori del nucleo medievale salvo qualche propaggine verso la salita S. Anna e verso via Balbi. Un radicale mutamento nel volto di Genova si ebbe con gli interventi operati da Carlo Barabino (1815). Ouesti sistemò infatti tutta la zona di piazza De Ferrari, la piazza Fontana Marose, aprì via Carlo Felice (XXV Aprile), realizzò il primo attraversamento completo sino alla Lanterna e impostò lo sviluppo successivo con un piano d'ampliamento periferico. Il suo continuatore fu A. Podestà sette volte sindaco della città.. Area della Fiera Internazionale

Furono realizzate allora le circonvallazioni a mare e a monte, aperte gallerie e nuove piazze sorsero le stazioni ferroviarie. Nel 1874 cominciò lo sviluppo fuori dei confini tradizionali e nei primi trent'anni del XX sec. si attuò la grande espansione. Minacciata di soffocamento dal traffico, Genova operò grandi lavori di sfogo con la demolizione della collina di San Benigno e l'apertura della via per la Riviera occidentale, la copertura del basso Bisagno, la conquista delle alture, la costruzione della litoranea occidentale ed altre imponenti opere Per migliorare il traffico della città un primo tentativo si è avuto con la costruzione della strada sopraelevata, la prima in Italia.

Storia

Le prime notizie storiche risalgono alla seconda guerra punica (218 a C.) allorchè‚ Genova fu assalita e saccheggiata da un esercito cartaginese. Caduto l'lmpero d'Occidente, accolse con calore i Bizantini evitando cosi l'urto delle invasioni barbariche. Ad essa si diressero pertanto, come a un'oasi di pace e di civiltà, l'arcivescovo, la curia e i nobili milanesi, che fuggivano dalle devastazioni longobarde (568), e li rimasero finch‚ Rotari, tra il 641 ed il 644, non ebbe conquistata anche Genova. I rapporti con l'Oriente e con l'ltalia bizantina allora si interruppero e la Chiesa di Santo Stefanocittà entrò in un lungo periodo di eclissi, dal quale riemerse solo nel X sec. allorché‚, incorporata in una delle tre marche liguri da Berengario II, dovette pensare a fronteggiare le incursioni saracene. Fu in quel periodo che Genova riedificò le mura e ricostrui la flotta il vescovo ebbe propri feudi e promosse una propria politica di sviluppo che si fuse con quella comunale per la reciproca esigenza di aiuto. Il fenomeno di simbiosi apparve manifesto quando nel 1052, con l'arcivescovo Oberto, le cariche di visconte e di arcivescovo si fusero e l'autorità religiosa divenne appannaggio dell'aristocrazia di origine viscontile. Contemporaneamente Genova dovette affrontare il pericolo arabo e la flotta genovese trovò un 'alleata naturale in quella pisana. Ma, allontanato il pericolo con un'ultima clamorosa vittoria comune sulla flotta saracena di Mugiahid (1016), il contrasto fra le due città fu inevitabile. Corsica e Sardegna divennero il pomo della discordia e si giunse ad aperta guerra nell'utimo trentennio del Xll sec. che si concluse con la prevalenza genovese e con il suo dominio incontrastato sul Mediterraneo occidentale (1284, battaglia della Meloria).
La predicazione della prima crociata (1097) suscito l'entusiasmo dei Genovesi, i quali vi videro subito una straordinaria occasione per allargare considerevolmente il proprio giro d'affari e per riprendere i commerci con il ricco Oriente. Essa provocò anche la rapida concentrazione in un unico organismo, la Compagna comunis, delle varie compagne rionali di nobili, artigiani e lavoratori in genere, consorziati a fini commerciali.

La prima crociata diede awio all'espansione genovese che, nel giro di pochi decenni costituì colonie dapprima in Palestina poi su tutte le coste dell'Egeo, infine sul Mar di Marmara, sul Mar Nero e sul Mare d'Azov. Ma la rapida espansione creo una serie di problemi primo fra tutti quello della libertà e della sicurezza de; mari, sui quali si affacciavano potenze tutt'altro che trascurabili, come Pisa, gli Arabi di Spagna, i Normanni nell'ltalia meridionale e Venezia alleata e protettrice dell'lmpero Bizantino. Ora, se le esigenze della prima espansione avevano finito per far coincidere le cariche sociali della Compagna con quelle dello Stato (i consoli) le nuove prospettive esigevano un superamento delle lotte di fazione ed una politica non di parte ma orientata al fine ultimo del bene della comunità.

Tra il 1191 e il 1217, non senza gravi contrasti, l'istituto consolare lasciò il posto a quello podestarile 11 rimedio non fu tuttavia efficace: la borghesia, che aveva ormai acquisito una solida riccheza, premeva per dividere con i nobili le lucrose cariche statali; nel 1257 Guglielmo Boccanegra, figlio di mercanti, assurse così ad una nuova magistratura quella di capitano del popolo Fu però una breve parentesi. Una congiura lo abbattè‚ e nel 1270, dopo gravi torbidi Oberto Doria e Oberto Spinola si spartirono il potere statale. Fu questo un periodo di grande splendore, ma all'interno la pace durò poco. Ai Doria ed agli Spinola, ghibellini, si opposero Fieschi e Grimaldi, guelfi, mentre il popolo esigeva la fine del chiuso governo aristocratico. Nel 1339, nuovo cambiamento istituzionale con l'elezione a doge di Simone Boccanegra Cacciati i guelfi ed esautorati i nobili, egli cercò di governare al di sopra delle fazioni, ma non riusci a reggersi che cinque anni. La situazione si fece allora caotica mentre sui mari riprendeva la guerra contro Venezia. Per uscirne Genova si consegnò ai Visconti e poi a Carlo Vl sovrano di Francia

Presto delusa, essa tornò ad un governo cittadino, che tuttavia non potè‚ non rivelarsi diverso dai precedenti All'interminabile querela interna s'aggiunsero gravi minacce esterne: Francia e Milano non nascondevano infatti le loro mire sulla ricca città.

Presa dai Visconti nel 1421, Genova passò poi ai Francesi, nuovamente ai Milanesi e infine ancora al re di Francia: la città subi saccheggi, rovine e umiliazioni, tra le quali, gravissimo, il sacco del 1522 ad opera degli Spagnoli di Carlo V. Cinque anni dopo, Antoniotto Adorno, ultimo doge perpetuo, venne deposto. ll vero padrone dalla città era ormai Andrea Doria che rovesciate le alleanze si accordo con la Spagna ottenendo il riconoscimento dell'indipendenza genovese (convenzione di Madrid 1528). Il nuovo corso politico gli consenti di riprendere le città liguri perdute, e la stessa Savona cadde sotto il suo dominio.

Ma l'opera del Doria fu importante anche all'interno, dove venne varata la nuova Costituzione, l'ultima, che, salvo leggere varianti, rimase in vigore fino al 1797. La larvata ditatura del Doria portò Genova ad una potenza finanziaria che ha ben pochi riscontri in altre città europee (Banco di San Giorgio, fondato nel 1405). Sfuggito ad una congiura ordita dai Fieschi (1547),1'ormai vecchio Doria dovette tuttavia assistere impotente, nei suoi ultimi anni, alla ripresa delle lotte di parte. Bombardata per mare dai Francesi, decimata dalla peste (1656) Genova fu costretta ad inviare il proprio doge a chiedere un umiliante perdono al re di Francia (1684); l'antico spirito non era però ancora del tutto morto: occupata dagli eserciti austro-sardi, il 5 dicembre 1746 Genova si sollevò cacciando gli invasori a furor di popolo Fu l'ultimo, luminoso guizzo di un fuoco che stava per spegnersi: la Corsica, in aperta rivolta, fu ceduta alla Francia mentre San Remo e altri centri ribellatisi coinvolsero interessi e mire esterne mai del tutto sopite La Rivoluzione francese, Napoleone e poi il Congresso di Vienna furono i veri protagonisti della fine della Repubblica genovese che, occupata dai Francesi, venne infine (1815) incorporata nel Regno di Sardegna. Da allora e in maniera particolare nel decennio 1849-59, Genova fu centro del movimento risorgimentale. Durante la seconda guerra mondiale fu attivo fulcro della lotta contro le forze naziste e fasciste motivo per cui venne insignita della medaglia d'oro aila Resistenza.

A Genova nacque nel 1451 Cristoforo Colombo, il noto navigatore italiano, scopritore del continente americano.

Manifestazioni

Tra le manifestazioni non fieristiche sono da ricordare: le Regate veliche intemazionali, in febbraio-marzo; il Palio remiero dei rioni, il 29 giugno; il Concorso internazionale di violino Niccolò Paganini la Regata delle Repubbliche marinare, a turno ogn; anno, in una delle quattro antiche repubbliche di Genova, Pisa, Amalfi e Venezia. Manifestazioni fieristiche sono: il Sahne naubco internazionale, in ottobre; la Mostra nazionale del regalo, la Rassegna nazionale dei viaggi e delle vacanze, la Mostra Internazionale del caravan e del campeggio tutte in primavera; il Tecnhotel (mostra internazionale delle attrezzature turistiche e alberghiere) e il Bibe (mostra internazionale di vini e liquori, che si svolgono entrambi tra ottobre e novembre. Giro della città in pullmann (giornaliero): dura tre ore e viene effettuato a partire dal primo pomeriggio con partenza da piazza Acquaverde.

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